Le prospettive di riforma dell’Unione economico-monetaria e il mito dell’unità politica europea

By on February 20, 2018
PAROLE CHIAVE

La crisi economica ha colpito la difettosa impalcatura istituzionale europea ereditata dal Trattato di Maastricht, il quale ha separato la politica monetaria (affidata a un’istituzione sovranazionale come la BCE) dalle politiche economiche (assegnate al coordinamento intergovernativo).
Questo assetto, incapace di rispondere agli shock causati dalla crisi, ha costretto l’Unione europea ad intervenire con una serie di misure che hanno tentato di colmare le lacune istituzionali dei Trattati.
Il diritto europeo dell'emergenza ha impattato sui tradizionali percorsi dell'integrazione, innescando un pervasivo processo di regolamentazione e di accentramento orizzontale delle funzioni di politica economica, con contestuale valorizzazione degli esecutivi  dell’Unione e degli Stati membri, secondo una dinamica (per certi versi paradossali) di burocratizzazione dei processi politici e di politicizzazione delle istituzioni tecnocratiche.
Questa dinamica, che ha preso il nome di “federalismo esecutivo”, è irriducibile a un autentico processo federativo, capace di portare verso forme più compiute di unità politica. L’attuale dinamica federale in corso in Europa rimanda, infatti, a una centralizzazione “gerarchica” imposta, almeno in parte, dal centro, amplificando il dualismo tra istituzioni sovranazionali e Stati membri tipico della governance multilivello; inoltre, l’unità politica, assente in un sistema di matrice neo-funzionalista, non è il risultato ma il presupposto dei processi di integrazione di un sistema federale.
L’attuale processo istituzionale dell’Unione è passato indenne al sindacato deferente della Corte di Giustizia, ma ha innescato la reazione delle Corti costituzionali nazionali (in particolare, del Tribunale costituzionale tedesco), le quali hanno voluto riaffermare la natura derivata (e, dunque, intrinsecamente limitata) dell’Unione europea.
Dopo aver passato in rassegna le varie ipotesi di riforma dell’assetto istituzionale, l’articolo sostiene che nessuna delle proposte in campo metta in discussione il peccato originale dell’Unione europea, creazione «neo-funzionalista» frutto delle «réalisations concrètes» di élite politico burocratiche. Si persevera, infatti, nella costruzione di una Unione senza unità, in mancanza, quindi, di un progetto di unificazione della comunità politica europea, id est di un processo costituente di unificazione politica, costruito sui valori fondamentali del popolo europeo.
In conclusione, l’articolo sottolinea come la dinamica istituzionale in corso nell’Unione smentisca buona parte delle principali dottrine sull’integrazione europea.

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