Il dialogo tra le Corti nel caso Taricco: un pericoloso braccio di ferro alla ricerca del sistema dei sistemi

By on Ottobre 6, 2017
PAROLE CHIAVE

Il presente elaborato analizza la vicenda Taricco, scegliendo come angolo visuale l’atteggiarsi del dialogo instauratosi fra Corte costituzionale e Corte di Giustizia. L’occasione stimolata dal caso de quo può rappresentare, infatti, un vero e proprio banco di prova per ciò che concerne il difficile rapporto fra primato del diritto dell’UE e identità costituzionale degli Stati membri. Nello specifico, l’approfondimento qui proposto mira a sottoporre ad attenta osservazione la metodologia suggerita dal dato letterale delle fonti europee e dalla più autorevole dottrina costituzionalistica in tema di rapporti fra ordinamenti. L’obiettivo è quello di dimostrare che solo un sano, rispettoso e, il più possibile, paritario rapporto dialogico fra gli operatori del diritto, a livello eurounitario e statale, può condurre a un’effettiva tutela dei diritti del cittadino, basata su una condivisa e proficua evoluzione normativa e giurisprudenziale, ispirata, a sua volta, dalla feconda commistione fra i due piani ordinamentali. Il riferimento, già nel titolo dell’elaborato, alla figura del “braccio di ferro” lascia intendere le criticità espresse verso forme di dialogo eccessivamente condizionate da rapporti di forza, i quali, in ultima analisi, rischiano di pregiudicare proprio quelle forme di tutela che strumenti quali quello in oggetto mirano a salvaguardare.

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Direttori
Andrea Buratti, Giuseppe Martinico, Oreste Pollicino, Giorgio Repetto, Raffaele Torino