La designazione dei giudici della Corte suprema canadese: elementi d’insoddisfazione e tentativi di riforma

By on 4 Ottobre, 2017
PAROLE CHIAVE

Lo scritto analizza i tentativi di modificare il procedimento di nomina dei giudici della Corte suprema canadese. Questi tentativi sono direttamente riconducibili a due problemi, la cui gravità è stata avvertita con sempre maggior forza a mano a mano che la Corte suprema acquisiva una posizione sempre più centrale nell’ordinamento canadese: il “deficit federale” e il “deficit democratico”. Entrambi hanno a che vedere con l’insoddisfazione nei confronti di un procedimento di nomina in cui svolge un ruolo decisivo il Primo ministro federale.
Le ipotesi di riforma hanno puntato sul coinvolgimento delle Province nella nomina dei giudici della Corte suprema – in coincidenza con la stagione della Patriation della Costituzione – oppure, più recentemente, su una “parlamentarizzazione” delle stesse. In questo processo evolutivo, in linea generale, ha sempre prevalso un approccio incrementale, con scandito da ripensamenti e da battute di arresto.
L’articolo presenta la discussione canadese calandola in un contesto comparatistico più ampio, in cui i procedimenti di nomina dei giudici costituzionali sono spesso oggetto di discussione; di grande importanza, in particolare, è il confronto a distanza, mai agevole, fra l’ordinamento canadese e il modello statunitense.

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