Turchia: altri 330 docenti universitari licenziati con decreto del governo soltanto perché oppositori di Erdogan: tra essi il costituzionalista dell’Università di Marmara Ibrahim Kaboglu

Con un ennesimo decreto di emergenza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 7 febbraio 2017, che coinvolge nel complesso 4464 dipendenti pubblici, altri 330 academici sono stati licenziati dalle Università turche.

(Vedi tra gli altri http://stockholmcf.org/4464-public-servants-purged-new-govt-decrees-turkey/, il link all’elenco completo dei nomi è alla pagina  http://stockholmcf.org/turkey-dismisses-another-330-academics-brings-total-7316/ ).

E’ stato eliminato anche il loro diritto alla pensione e sono stati ritirati loro i passaporti.

Con quest’ultimo provvedimento, il numero degli accademici licenziati in tronco con decreti del governo dopo il fallito colpo di Stato del luglio 2016 è arrivato a 7316

Con il pretesto di combattere i seguaci di colui che è stato accusato di essere all’origine del tentativo di colpo di Stato, Fetullah Gulen, in realtà il governo di Erdogan si sta sbarazzando di tutti i suoi oppositori, nelle università, nei ministeri, nell’esercito, nella stampa e negli altri mezzi di comunicazione.

In particolare, 115 degli accademici licenziati con l’ultimo provvedimento erano tra i 1128 docenti che nel gennaio del 2016 avevano firmato un appello (Academics for Peace: http://factsonturkey.org/24077/academics-researchers-in-turkey-call-for-immediate-end-to-violence-in-kurdish-areas/ ) che chiedeva la cessazione dello stato d’assedio e delle violazioni dei diritti commesse dall’esercito turco nei territori kurdi del sud est della Turchia e l’apertura di negoziati di pace. Molti firmatari erano stati arrestati o licenziati già nei mesi seguenti all’appello, suscitando reazioni di sdegno in tutto il mondo (vedi https://www.frontlinedefenders.org/en/profile/academics-peace) .

Il nuovo provvedimento ha provocato un movimento di protesta in tutta la Turchia e le testimonianze dei docenti licenziati, molti dei quali eminenti studiosi, rendono evidente il carattere politico del provvedimento, che si inserisce in una strategia del governo volta ad eliminare tutte le voci critiche, specialmente quelle basate su argomenti e saperi (vedi http://stockholmcf.org/eight-academics-detained-amidst-protests-post-coup-purges/).

Riportiamo qui di seguito alcune testimonianze rese ai giornali turchi.

“This is a political expulsion. I’m honest and my conscience is clear. I will never bow down,” Professor Yüksel Taşkın from Marmara University said.

“This is a great shame for Turkey’s universities and Ankara University. Today, the last teaching staff were expelled with a state of emergency decree just for demanding peace,” Professor Funda Başaran, a professor expelled from Ankara University, said in reference to the Academics for Peace signatories. “Places like the Political Science Faculty, Communications Faculty and the Language and Geography Faculty, which had a high number of signatories, are just four walls now … But we don’t need [empty buildings] to produce knowledge. We will again gather with our students. We will continue to produce knowledge and change the world with the knowledge that we produce. That’s why we don’t give a damn about the decrees.”

http://www.hurriyetdailynews.com/330-more-academics-expelled-with-state-of-emergency-decree-stirring-debate-in-turkey.aspx?pageID=517&nID=109479&NewsCatID=341

Risalta specialmente, anche sui mass media turchi e internazionali, il licenziamento del professor Ibrahim Kaboglu, della Università di Marmara a Istanbul, già presidente dell’Associazione turca di diritto costituzionale. Il professor Kaboglu, oltre che un docente amatissimo dai suoi studenti e uno studioso apprezzato in tutto il mondo, è anche uno strenuo difensore dei diritti umani, molto esposto sui mass media. In particolare, in questi mesi si sta opponendo, come molti costituzionalisti, al tentativo del governo di modificare la costituzione turca in senso presidenziale. In particolare, ha più volte denunciato che è impossibile condurre una campagna referendaria libera e corretta, in vista del referendum del 16 aprile sulla riforma costituzionale, divenendo uno dei bersagli del governo di Erdogan.

Per una testimonianza diretta, si veda la sua intervista (in turco) http://www.cumhuriyet.com.tr/haber/siyaset/674173/KHK_ile_ihrac_edilen_Kaboglu__Kursunlayip_oldurseler_daha_az_etkilerdi.html (traduzione non ufficiale in francese http://www.kedistan.net/2017/02/12/ibrahim-kaboglu-licencie-prive-sorbonne/ ).

Per un profilo di Ibrahim Kaboglu, si veda https://blogs.mediapart.fr/alain-devalpo/blog/230315/turquie-la-tentation-de-legaliser-les-violations-des-droits-de-l-homme

L’Università di Siena ha uno speciale rapporto con il professor Kaboglu, che è responsabile di un accordo Erasmus che prevede ogni anno lo scambio di tre studenti in materie giuridiche tra l’Università di Siena e l’Università di Marmara.

Già online su https://iacl-aidc-blog.org/2017/02/14/statement-international-association-of-constitutional-law-condemns-the-dismissal-of-academics-in-turkey/